mercoledì 12 dicembre 2012

L'ultimo QS




Ebbene sì. Questo che stringete metaforicamente tra le mani è proprio l'ultimo numero del Quotidiano della Satira.
Quando un anno e mezzo fa decisi di mettere in piedi questa scommessa, sarebbe dovuta essere poco più di una palestra per chi voleva crescere, confrontandosi con altri amici in uno spazio totalmente libero. Ma da subito la nostra rubrica si è trasformata in qualcosa di più. Oggi, dopo 70 numeri (zero compreso), non mi sembra giusto continuare a relegare tra i confini angusti del dilettantismo anche un singolo numero di QS. Il livello di produzione, in quantità e qualità, si è alzato così tanto che credo sia giunto il momento di liberare tutti da questo appuntamento, con l'auspicio che chiunque abbia contribuito alla costruzione anche di un piccolo pezzetto di questa bellissima avventura, raggiunga il successo che meriti (qualora non lo abbia già fatto).

Adesso si smette di giocare e bisogna puntare tutti insieme a un rapporto di professionalità classico, fatto di puntualità e regolarità nella consegna dei lavori, ma retribuito, come sarebbe giusto che accada in questi casi.

Passo ai ringraziamenti. Mettetevi comodi.

In primis, un grazie a Paride Leporace, il direttore del Quotidiano della Basilicata, che ci ha concesso una libertà completa nella costruzione di ogni singolo numero (chiuso fisicamente e in solitaria nella mia piccola fumetteria di provincia), concedendoci la massima fiducia e il totale rispetto per il nostro lavoro. Quindi la proprietà, per lo spazio, la carta e l'inchiostro regalatoci.

Dopo i primi 27 numeri di QS sono stato affiancato alla guida della rubrica da una superlativa squadra di amici-colleghi: è nata così la nostra piccola redazione virtuale con la quale ho avuto l'onore di collaborare per far crescere ulteriormente questa nostra creatura. Ogni settimana ci "vedevamo" in un posto imprecisato della rete per discutere insieme del tema della settimana, della selezione delle vignette, della grafica e di tante altre cose.

L'infaticabile Umberto Romaniello ha iniziato a viziarmi con i suoi bellissimi sfondi, il grande Fabio "Fifo" Pecorari ha sfoderato la sua classe nel proporre instancabilmente novità e idee che sarei stato un pazzo a non prendere in considerazione, lo straordinario Massimo "Max" Palazzo ha messo il suo notevole zampino in ogni numero, Mauro Biani ci ha seguiti con la sua esperienza regalandoci consigli preziosissimi. Sempre con noi, in redazione, Mauro Patorno e il suo meraviglioso acume, Marco Careddu (padrone di casa su Insertosatirico.com) e il suo altruismo, la profonda umanità di Carlo "Lenuit" Lenotti, ma soprattutto l'amica Antonella Giacummo che, dalla redazione del Quotidiano della Basilicata, accorreva in mio aiuto ogni qualvolta mi sentivo con l'acqua alla gola, portandosi dietro i due infermieri della grafica, Loredana Vaccaro e Gianluca Gruosso. Uno dei nostri speciali è stato pensato, e seguito da vicino nella sua costruzione, dall'amico Dario "Darix" Di Simone.

Grandi nomi, internazionali e non, ci hanno da subito regalato le loro fantastiche vignette, contribuendo con generosità a confondere le nostre cose con le loro e permettendoci una crescita esponenziale in tempi che hanno del miracoloso.

Non mi metto a fare distinzioni di sorta, mi limito solo ad elencare, in ordine alfabetico, tutti quelli che hanno contribuito a fare grande il QS e a regalarci un angoletto nella storia della Satira, quella che si scrive con la lettera maiuscola, quella che fa sorridere, qualche volta ridere, ma soprattutto riflettere: Agim Sulaj, Alessandro Dattilo, Alessio Atrei, Andrea Bersani, Andrea Vassalle, Angelo Siviglia, Angelomauro Calza, Arnaldo Amabile, Artefatti, Bruno Olivieri, Carlo Gubitosa, Carlo Lenotti, Christian Rizzi, Claudio Cardinali, Cotroneo, Damiano Laterza, Danilo Maramotti, Dario Di Simone, Emilio Perri, Enzo Maneglia, Ettore Frangipane, Fabio Pecorari, Frago, Francesca Fornario, Francesco Cocco, Franco Portinari, Fulvio Fontana, Gaetano Cappelli, Giancarlo Tramutoli, Gianfalco, Gianfranco Giardina, Gianfranco Uber, Gianni De Mauro, Giovanni Angeli, Giovanni Beduschi, Giuseppe Lo Bocchiaro, Guido Penzo, Gustave Scorpius, Ignazio Piscitelli, Inchiostro Vivo, Ivan Flammia, Jaume Capdevila, Karma, Lele Corvi, Lino Giusti, Lluís Recasens, Luca Corradi, Luigi Alfieri, Malù, Marco Careddu, Marco Gavagnin, Marco Scalia, Marco Vukic, Mario Bochicchio, Mario Paiano, Mario Pennacchio, Martin Favelis, Massimo Gariano, Massimo Marcantoni, Massimo Ottavi, Massimo Palazzo, Matteo Bertelli, Maurizio Fei, Mauro Biani, Mauro Patorno, Michele Salituro, Mr. G., Nicola Bucci, Paolo Lombardi, Paride Puglia, Pietro Vanessi, Pino Catalano, Rasori & Sommacal, Riccardo Gavioso, Roberta Piredda, Roberto Corradi, Roberto Mangosi, Rocco Grieco, Sergio Staino, Simone Ancora, Simone Frosini, Stefano Antonucci, Stefano Disegni, Stefano Gargano, Stefano Pizzutelli, Storpiato Tasso, Tiziano Riverso, Tomas, Totò Calì, Tullio Boi, Umberto Romaniello, Veronica Turiello, Zarpa e Zurum.

Permettetemi ancora due ringraziamenti particolari, uno al mio socio di blog e di satira (sulle pagine del Quotidiano della Basilicata), l'amico Giancarlo Tramutoli e uno a Giovanni Angeli, "giovane e promettente" fumettista, nonché imperatore di Corriere.it.

Un ultimo pensiero ai nostri affezionati lettori e agli oltre 500 amici del gruppo di Facebook del Quotidiano della Satira.

Ci incontrerete ancora in giro.

Niente sigh & sob, ma solo urrah!

Di nuovo grazie a TUTTI...


Giulio Laurenzi



Qui in alto la vignetta omaggio dell'amico Maurizio Fei

giovedì 31 dicembre 2009

Il mio Quotidiano (di Stefano Pizzutelli)

Non era Cuore, nemmeno Tango,
non era oro, nemmeno fango,
era uno spazio, giovane e forte
settanta numeri unendosi a coorte.

Che grazia, che forza, coraggio e coerenza
un sogno di gloria targato Potenza
le vite, si sa, non saranno le stesse
senza vignette e senza QS.

Da Giulio Laurenzi è partita l'idea
ha invaso l'Italia come una marea
un Inserto Satirico ha messo la quarta
mordendo e ridendo sul web e su carta

La satira è davvero una strana materia,
sa essere scomoda ed essere seria,
e certamente non è modo di dire
che una risata li può seppellire
quei putridi, sordidi e loschi figuri
che rendono peggio di laidi tuguri
una nazione provata e sfiancata,
illusa, adescata e dopo stuprata.

Ecco cos'era il nostro QS
era dare parola a parole inespresse
dilettanti geniali, matite e cervelli
dei Brancaleone con fogli e pastelli

Un sogno stupendo era il nostro giornale
non era perfetto, ma questo è normale
era lotta, era pace, era grinta, era cuore
intinto nel fiele, mischiato a sudore

Dai Giulio, ripensaci, proviamoci ancora
portiamo le tenebre lì verso l'aurora,
di ridere e crescere abbiamo bisogno
nel mondo reale, non solo nel sogno

Stefano Pizzutelli